Non so esattamente quando ho smesso di guardarlo come un film e ho cominciato a sentirlo come qualcosa che mi riguardava. Forse alla scena della mappa disegnata su una tovaglia di carta. Forse prima. Le città di pianura è un film che parla di tre persone che vagano di notte nella bassa veneta in cerca dell'ultimo bicchiere, e in qualche modo parla di tutti quelli che hanno passato anni a rimandare la cosa più importante senza sapere bene quale fosse. Carlobianchi e Doriano sono cinquantenni che il mondo ha attraversato senza fermarsi: la fabbrica che chiude, gli anni Novanta che non tornano, un amico fuggito in Argentina prima della crisi. Giulio è un ragazzo che studia architettura e non sa ancora come si sta al mondo. Li vedi insieme e capisci che si stanno insegnando qualcosa a vicenda, senza dirtelo, senza che nessuno faccia il discorso giusto al momento giusto. Come succede nella vita vera. Sossai, il regista: 37 anni, bellunese, formato alla scuola di regia di Berlino, non ...
Amanti della letteratura che si dedicano al racconto di storie d'altri. In fin dei conti, si tratta di vivere nuove vite.