Internet è una foresta oscura Ci sono saggi che cercano di spiegare internet come strumento; questo prova invece a leggerlo come ambiente, quasi come un ecosistema nel quale siamo immersi. Bogna Konior parte dalla teoria della “foresta oscura” della fantascienza di Liu Cixin per costruire una metafora potente: la rete è uno spazio in cui comunicare è necessario, ma ogni comunicazione comporta anche un’esposizione. Entrare online significa lasciare tracce, rendersi visibili, offrire agli altri coordinate su di sé. Il saggio analizza una delle contraddizioni centrali della cultura digitale: abbiamo creato strumenti pensati per avvicinarci, ma questi stessi strumenti producono nuove forme di distanza, controllo e diffidenza. La domanda “cosa hai in mente?”, alla base della comunicazione sui social, diventa per Konior il simbolo di una richiesta continua di autorappresentazione: dobbiamo raccontarci, definirci, renderci leggibili agli altri e agli algoritmi. La forza del t...
Non so esattamente quando ho smesso di guardarlo come un film e ho cominciato a sentirlo come qualcosa che mi riguardava. Forse alla scena della mappa disegnata su una tovaglia di carta. Forse prima. Le città di pianura è un film che parla di tre persone che vagano di notte nella bassa veneta in cerca dell'ultimo bicchiere, e in qualche modo parla di tutti quelli che hanno passato anni a rimandare la cosa più importante senza sapere bene quale fosse. Carlobianchi e Doriano sono cinquantenni che il mondo ha attraversato senza fermarsi: la fabbrica che chiude, gli anni Novanta che non tornano, un amico fuggito in Argentina prima della crisi. Giulio è un ragazzo che studia architettura e non sa ancora come si sta al mondo. Li vedi insieme e capisci che si stanno insegnando qualcosa a vicenda, senza dirtelo, senza che nessuno faccia il discorso giusto al momento giusto. Come succede nella vita vera. Sossai, il regista: 37 anni, bellunese, formato alla scuola di regia di Berlino, non ...