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 Gli invisibili




Una storia tragica eppure asciutta, sospesa e, soprattutto, piena di verità. Una verità tremenda, dura. Umanità bassa e quasi priva di empatia, eppure si parla d’amore e l’amore c’è. Anch’esso sospeso, si perde nel tempo, nell’aria, nelle circostanze avverse.

Parlare di questa storia, in cui ogni singola parola si lega ad altre in modo così semplicemente bello, mi blocca, permettendomi soltanto di girare attorno a ciò che vorrei dire. Certe volte, insomma, le parole non sono abbastanza. "I limiti del mio linguaggio sono i limiti del mondo", e io so già che non riuscirò a dare la giusta forma al mio pensiero, per questo libro e per tutto ciò che a questo libro è legato.

Statovci è riuscito a comunicarmi tanto
Alcune frasi andrebbero rilette, ricopiate e tatuate. Lame ricurve contro la pelle del lettore.
Ho sentito la meraviglia di una scoperta; quella di se stessi, quella di sé in relazione all'altro, quella di una nuova realtà, quella di un amore devoto che prescinde il tempo, l'orrore, gli errori di cui noi stessi siamo capaci. L'autore però è anche brutalmente realista. Fa male. Fa male una tale riproduzione della caducità della vita, del corpo, della mente, dei legami.
Fa male oltre l'indicibile, ed è anche questo il bello di questo libro, come di ogni opera che ti trafigge e percuote senza pietà: ti emoziona, fa sentire vivo, ti fa pensare, ricordare, amare, piangere e rimpiangere, come solo i grandi romantici piagnoni come noi sanno fare.
È un libro per tutti, e insieme non lo è.
È un libro che non contempla la pudica rassegnazione, aggrappandosi più alla speranza, o forse più sul disperato desiderio, se non rimpianto, di un sogno che sembra ormai passato. Statovci urla il dolore, il lutto, la mancanza, l'assenza. Tutto si lega a tale varietà di sentimento, e purezza e candore svaniscono presto. Pur non essendo un personaggio positivo il protagonista è ora profondamente umano, ora angelo caduto, risultato di repressione e rinuncia e incapace di trattenersi dal riversare sugli altri il proprio malessere.

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