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 Le transizioni




Questo è un romanzo complesso: il protagonista, Bujar, muta continuamente e il suo punto di vista cambia, a seconda dei suoi vari "modi di essere". Ma è anche una storia dolorosa, dall'infanzia difficile a Tirana all'incapacità di adattarsi e farsi accettare all'estero. Una lettura particolare e per certi versi perturbante.

Ambientato all’inizio in Albania, il libro mi ha colpito molto per le descrizioni accorate, sia dei luoghi che dei sentimenti. Mi ha riportato indietro nel tempo, agli anni '90, quando una guerra portava sulle nostre coste tantissimi profughi in cerca di aiuto.

Ricordo mio padre, vigile del fuoco, partire per quella terra dilaniata per dare una mano con i ponti radio e le comunicazioni.

In questo libro la dura realtà abbraccia ricordi di infanzia, che riaffiorano alla mente anche quando ormai da quella guerra si è lontani.

Statovci delizia il lettore con la bellezza dei tanti aneddoti folkloristici disseminati nelle vicende, racconti nel racconto che si rifanno ad antiche credenze popolari, a leggende di origine albanese-kosovara piene di immagini eroiche carismatiche a proposito di cavalieri coraggiosi, di re feroci, di cavalli, di aquile, di faide e di assassini, di sangue e di onore, di una terra natia però spesso oggetto di disprezzo e risentimento, in quanto ha donato molto meno di quanto, invece, abbia privato e deluso.

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